INCIDENTE A14 – E SE FOSSE COLPA DELLA TAGLIATELLA?

Dopo lo shock, la paura, e lo stupore generato dalle immagini drammatiche che hanno raggiunto gli italiani anche nei luoghi di vacanza, con le indagini in corso si apre il tempo delle ipotesi sulle cause del drammatico incidente stradale avvenuto il 6 agosto attorno alle ore 14 sull’Autostrada nei pressi di Borgo Panigale, alla periferia di Bologna.

Che l’inferno di fiamme e boati sia partito dall’esplosione di un’autocisterna che ha tamponato un altro mezzo pesante lo abbiamo già appurato dai filmati che circolano in rete, e che mostrano lo spettacolare impatto facendo pensare a uno di quei film dove tutto è fiction, e finite le riprese ognuno torna al suo posto per girare un’altra scena.

Distrazione, guasto tecnico, malore o colpo di sonno sono le prime ipotesi che si fanno avanti per giustificare l’assenza di frenata del conducente della cisterna,  unica vittima dello spaventoso incidente, che pare non aver notato un rallentamento in carreggiata, e centra, senza esitare, il mezzo davanti a sé che trasportava solvente.

Quel che realmente è accaduto al conducente di 42 anni, che, come riportano i principali quotidiani, lavorava per un’impresa vicentina impegnata nel commercio e nella distribuzione di carburante, lo sapremo nei prossimi giorni, quando le indagini escluderanno o confermeranno una distrazione causata dall’uso dello Smartphone e lasceranno aperta o chiuderanno per sempre la pista del malore o del colpo di sonno.

Ed è in questo momento di ricerca della verità che possiamo dare il nostro piccolo contributo arricchendo l’ipotesi del malore o del colpo di sonno con i risultati del lavoro che da almeno 10 anni stiamo conducendo sul fronte della salute e sicurezza dei lavoratori a partire dagli stili di vita e dalle abitudini alimentari. Lo abbiamo battezzato Rischio Alimentazione e rappresenta un rischio aggiuntivo per il lavoratore che ancora non prende seriamente le conseguenze di un’alimentazione non adeguata durante le ore di lavoro.

Sono da poco passate le 13:30 quando avviene lo schianto sull’A14. Un orario che lascia ipotizzare che l’autista alla guida abbia appena consumato la sua pausa pranzo in qualche trattoria e sia ripartito col suo mezzo, oppure, che stia guidando in condizioni di digiuno prima del pranzo.

In entrambi i casi il disagio potrebbe essere riconducibile a un abbiocco postprandiale, per via di un’alimentazione troppo ricca durante le ore di lavoro, o a un calo di attenzione dovuto al troppo tempo trascorso dall’ultimo pasto che ha come conseguenza un abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue indispensabile per mantenere alta la soglia di attenzione.

Si tratta solo di un’ipotesi, sia chiaro, ma l’importanza dell’alimentazione dei lavoratori non può essere ignorata.

Argomento che fonda le sue radici fin dai tempi dell’antico Egitto, quando il Faraone si occupava personalmente dell’alimentazione degli operai che costruivano le piramidi, l’alimentazione dei lavoratori aiuta a ripartire dagli stili di vita per ricostruire un benessere più completo del lavoratore che includa l’aspetto fisico, psichico e mentale, come suggerisce la nuova definizione di salute riportata nel Testo Unico sulla Sicurezza, Dlgs 81/2008.

L’alimentazione del lavoratore, al centro anche di un importante rapporto dell’Ufficio Internazionale del Lavoro che nel 2005 ribadisce quanto “l’accesso a un’alimentazione sana sia tanto importante quanto la protezione da agenti chimici o da rumore eccessivo sul luogo di lavoro”, può rappresentare un rischio aggiuntivo soprattutto per quei lavoratori che svolgono un mestiere che richiede un alto livello di concentrazione, come impone la guida di un mezzo pesante.

Esiste un’alimentazione adatta per chi alla guida di un mezzo ci passa l’intera giornata?

Alla luce del nostro percorso di formazione specifica su Rischio Alimentazione che svolgiamo nelle aziende e della nostra ricerca bibliografica partita dai testi fondamentali di Bernardino Ramazzini, fondatore della medicina del lavoro, la nostra risposta è sicuramente affermativa.

L’alimentazione non solo può contribuire alla disattenzione del lavoratore in generale e degli autisti nello specifico, ma le ore postprandiali, come già sottolineava l’INAIL nel 2005, sono le più critiche per gli infortuni. E il problema pare ancora più grave se teniamo conto di un’indagine del 2009 svolta dall’Università di Modena e Reggio Emilia su un campione di veicoli fermati dalla polizia, che ha messo in evidenza quanti autisti alla guida fossero in sovrappeso (59%), e quanti obesi (20%), con le conseguenze sulla sicurezza che possiamo facilmente immaginare, visto che sovrappeso e obesità potrebbero essere causa di sonnolenza diurna.

Di equilibrio nell’alimentazione per chi si mette alla guida di un mezzo ne abbiamo parlato in un articolo pubblicato da I Quaderni della Sicurezza a cura dell’AIFOS (L’ALIMENTAZIONE DELL’AUTOTRASPORTATORE – Riflessioni dai fattori di rischio alle azioni migliorative) e nel manuale LA DIETA DEI MESTIERIDimmi che lavoro fai e ti dirò cosa devi mangiare edito da Tecniche Nuove.

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